Abbiamo notizia
dell'istituzione a Udine di una scuola pubblica di tipo letterario già
dal 1297; essa operò fino al 1679, quando fu trasformata nel "Gymnasium
Civitatis Utini", gestito dai Padri Barnabiti, con il sostegno legale
e finanziario del Comune
di Udine. Fu un'istituzione organica,
strutturata
sul modello letterario ginnasiale, con gli insegnamenti di grammatica, di
umanità, di retorica e di logica. Si costruirono
locali adeguati, rinnovati poi nel 1833, destinati ad ospitare fino al
1918 la Scuola Classica e in seguito anche altri Istituti quali l'Istituto
Tecnico "Zanon", il Liceo scientifico "Marinelli" e
altri.
L'impegno dei barnabiti cessò dopo 131
anni, con l'anno scolastico 1809-10, in applicazione del decreto di
soppressione delle corporazioni religiose, emanato da Napoleone Bonaparte.
Alla direzione della Scuola era allora il barnabita friulano, padre
Alessandro Tartagna. A lui e ai suoi predecessori si deve la formazione di
quella "Biblioteca
Barnabitica" che costituisce, con i suoi 1230 volumi superstiti,
di cui molti incunaboli,
la base storica della Biblioteca del Liceo.
Ginnasio e Liceo, prima istituzionalmente
distinti (sino al 1851), poi fusi insieme nell'Imperial Regio Ginnasio
Liceale proseguirono la loro attività fino al 1866, quando divennero una
Scuola del Regno Italico. A questo periodo risale l'intitolazione
dell'istituto a Jacopo Stellini, frate somasco cividalese vissuto tra il 1699 e il
1770, docente di filosofia morale,dal 1739 alla morte, nel Ginnasio
patavino.Una raccolta di manoscritti delle opere di Stellini è stata
donata dagli eredi all'Istituto ed è conservata in biblioteca.Nel 1914, nella
Braida
della Porta, nell'attuale piazza I Maggio, ebbe inizio la costruzione dell'edificio,
completato nel 1915, non destinato, però, ad accogliere studenti, ma ad
ospitare il Comando Supremo italiano in occasione della guerra mondiale; nel
1917-18 esso fu occupato dalle truppe tedesche e tornò alla sua funzione
educativa solo dopo Caporetto.Nel periodo tra il 1940 e il 1945 la Scuola fu occupata da
truppe militari e le lezioni vennero tenute in varie sedi provvisorie, fino al
29 maggio 1949, quando l'Istituto riprese la sua normale attività culturale.
L'edificio subì ingenti lavori di ristrutturazione a seguito dei danni
provocati dal terremoto del 1976 e, nel 1984, è stato di nuovo restituito,
con strutture pił moderne e funzionali, a studenti e docenti.
|
 |
Via Ginnasio Vecchio: cancello in ferro con
riquadro in pietra di Faedis; sul timpano sovrastante l'arco
è scolpito lo stemma della città accompagnato dalla
scritta: GYMNASIVM CIVITATIS VTINI MDCLXXIX |
|