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La Giornata della memoria è stata celebrata nel
nostro Liceo con la recita del Monologo “Un bel
posto tranquillo” da parte dell’autrice Elena
Vesnaver.
Il testo racconta un doloroso episodio della II
Guerra Mondiale in Friuli, avvenuto ad Avasìnis,
frazione di Trasaghis, il 2 maggio del 1945.
Udine festeggiava la sua liberazione avvenuta il
giorno prima, ma i nazifascisti pensarono di
chiudere i loro orrendi misfatti con un’ennesima
strage: 51 persone, donne vecchi e bambini
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furono indiscriminatamente uccisi come
rappresaglia ad un’azione partigiana.
Oggi un monumento nella piazza della Chiesa
ricorda quelle vittime.
Quest’episodio tragico e doloroso di Storia
locale è sconosciuto ai più, Elena Vesnaver ha
permesso ad un’attenta e partecipe scolaresca di
prendere atto dell’evento e di comprendere quale
sia il ruolo e il senso della Memoria.
Lo Stellini già molto prima del 2000 aveva
inserito nel suo Pof il valore del ricordo e
della memoria, si era fatto carico di impegnarsi
a mantenerla viva con molte iniziative tanto che
la collaborazione con l’A.N.E.D risale al
1997.Quest’anno è stato avviato un nuovo
progetto con la provincia di Udine “il treno
della memoria “ con il quale 10 allievi di terza
Liceo nella prima settimana di febbraio si
recheranno ad Auschwitz accompagnati dalla
professoressa Venuto.
In tutti questi anni in cui come scuola con
numerose attività ci siamo impegnati a mantenere
viva la storia più recente abbiamo sempre voluto
lasciare la parola ai protagonisti, l’anno
scorso con Boris Pahor autore di “Necropoli”.
Oggi si è voluto dare una dimensione nuova al
ricordo commemorando la strage di Avasìnis, una
strage dalle grandi implicazioni di
responsabilità e di cui solo da poco si indaga.
Quindi la Commemorazione si è allargata alle
vittime civili dell’occupazione nazista del
Friuli tra il 1943 e il 1945.
Perché ricordare?
Dalla fine del nazifascismo sono passati 65
anni, noi siamo i figli del dopo ,legati a
quella Tragedia tramite i testimoni diretti di
allora, ma man mano che il tempo passa ci sono
sempre meno testimoni diretti e quindi c’è il
rischio che la memoria vada perduta.
Quel tempo sembra lontano e quasi destinato a
scomparire con la scomparsa della memoria
testimoniata,onde evitare ciò bisogna insistere
sul racconto degli eventi, la verità si può
raccontare in progress con rappresentazioni
singole di essa come si è tentato di fare oggi
per evitare la morte della Storia, per evitarne
la spettacolarizzazione.
Ricordare per non dimenticare che ci eravamo
detti mai più!
Ricordare per non giustificare noi stessi di
fronte agli atteggiamenti razzisti e xenofobi
nei quali viviamo e che viviamo con distacco.
Ricordare per non doverci ritrovare tra 50 anni
a visitare nuovi campi e piangere altre
vittime!!!!
Oggi abbiamo ricordato 51 vittime della
dittatura, uomini donne e bambini che hanno
vissuto sulla nostra terra respirato la nostra
aria sofferto la repressione.
Morti che con il loro sacrificio ci hanno
consegnato paese libero e democratico. Oggi il
nostro compito è ricordare per difendere la
libertà e la democrazia.
Maria Mittiga
(prog. I giovani e la memoria) |