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Il liceo classico Stellini celebra la giornata della memoria (27.01.2010)

La Giornata della memoria è stata celebrata nel nostro Liceo con la recita del Monologo “Un bel posto tranquillo”  da parte dell’autrice Elena Vesnaver.
Il testo racconta un doloroso episodio della II Guerra Mondiale in Friuli, avvenuto ad Avasìnis, frazione di Trasaghis, il 2 maggio del 1945.
Udine festeggiava la sua liberazione avvenuta il giorno prima, ma i nazifascisti pensarono di chiudere i loro orrendi misfatti con un’ennesima strage: 51 persone, donne vecchi e bambini

furono indiscriminatamente uccisi come rappresaglia ad un’azione partigiana.
Oggi un monumento nella piazza della Chiesa ricorda quelle vittime.
Quest’episodio tragico e doloroso di Storia locale è sconosciuto ai più, Elena Vesnaver ha permesso ad un’attenta e partecipe scolaresca di prendere atto dell’evento e di comprendere quale sia il ruolo e il senso della Memoria.
Lo Stellini già molto prima del 2000 aveva inserito nel suo Pof il valore del ricordo e della memoria, si era fatto carico di impegnarsi a mantenerla viva con molte iniziative tanto che la collaborazione con l’A.N.E.D risale al 1997.Quest’anno è stato avviato un nuovo progetto  con la provincia di Udine “il treno della memoria “ con il quale 10 allievi di terza Liceo nella prima settimana di febbraio si recheranno ad Auschwitz accompagnati dalla professoressa Venuto.
In tutti questi anni in cui come scuola con numerose attività ci siamo impegnati a mantenere viva la storia più recente abbiamo sempre voluto lasciare la parola ai protagonisti, l’anno scorso con   Boris Pahor autore di “Necropoli”.
Oggi si è voluto dare una dimensione nuova al ricordo commemorando la strage di Avasìnis, una strage dalle grandi implicazioni di responsabilità e di cui solo da poco si indaga.
Quindi la Commemorazione si è allargata alle vittime civili dell’occupazione nazista del Friuli tra il 1943 e il 1945.
Perché ricordare?
Dalla fine del nazifascismo sono passati 65 anni, noi siamo i figli del dopo ,legati a quella Tragedia tramite i testimoni diretti di allora, ma man mano che il tempo passa ci sono sempre meno testimoni diretti e quindi c’è il rischio che la memoria vada perduta.
Quel tempo sembra lontano e quasi destinato a scomparire con la scomparsa della memoria testimoniata,onde evitare ciò bisogna insistere sul racconto degli eventi, la verità si può raccontare in progress con rappresentazioni singole di essa come si è tentato di fare oggi per evitare la morte della Storia, per evitarne la  spettacolarizzazione.
Ricordare per non dimenticare che ci eravamo detti mai più!
Ricordare per non giustificare noi stessi di fronte agli atteggiamenti razzisti e xenofobi nei quali viviamo e che viviamo con distacco.
Ricordare per non  doverci ritrovare tra 50 anni a visitare nuovi campi e piangere altre vittime!!!!
Oggi abbiamo ricordato  51 vittime della  dittatura, uomini donne e bambini che hanno vissuto sulla nostra terra respirato la nostra aria sofferto la repressione.
Morti che con il  loro sacrificio ci hanno consegnato paese libero e democratico. Oggi il nostro compito è ricordare per  difendere la libertà e la democrazia.

Maria Mittiga
(prog. I giovani e la memoria)

 
 
 
 

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