SEPTIMONTIUM

11 dicembre

Dion. Hal. 4, 13; Varr. 5, 46 e 6, 24; Liv. 1, 44; Festo (Septimontio), (Septimontium), (Sacrificium)

La festa del Settimonzio (sette monti) ricorda l'ampliamento della città di Roma voluto dal re Servio. Il re, secondo il racconto di Dionigi, subito dopo essere salito al trono, avrebbe deciso di aggiungere ai cinque colli, che già facevano parte della città, anche il Viminale e l'Esquilino, circondando infine tutti con una nuova cerchia di mura. Secondo Livio invece l'estensione serviana comprendeva anche il Quirinale, prima escluso dal pomerio (confine della città). La città sarebbe stata quindi divisa in quattro regioni: Suburrana, Esquilina, Collina, Palatina.

Secondo un'interpretazione delle fonti antiche la festa del Settimonzio si chiamerebbe così perché celebrata in sette luoghi diversi, forse posti a loro volta in otto zone di colli (Palatium, Veliae, Fagutal, Suburra, Cermalus, Oppius, Caelius, Cispus). Altrimenti bisognerebbe intendere piuttosto che il nome Settimonzio derivi semplicemente dai sette colli di Roma, mentre bisognerebbe escludere l'idea che la festa avvenisse in più luoghi contemporaneamente.

Varrone dice che in origine questa festa non sarebbe per tutto il popolo ma solo per gli abitanti dei colli. In questo senso si può ricordare che gli abitanti della roma serviana erano verisimilmente divisi in montani e pagani.

I festeggiamenti avvengono sul Palatino, sull'Esquilino e sul Celio, ma il rito più solenne è quello sul Palatino, cui si dà il nome di Palatuar. La festa si conserva anche durante l'età imperiale, dinetando sempre più una festa per tutta la città.

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