ROBIGALIA
25 aprile
Varr. Lat. 6, 16; Plin. H.N. 18, 69; Ov. Fast. 4, 907; Serv. Georg. 1, 51; Festo (Robigalia)
Con questa festa si conclude il ciclo delle tre cerimonie lustrali dedicate all'agricoltura: vedi anche Fordicidia e Palilia.
In questo giorno si sacrifica per il dio Rubigus o per la dea Rubigo, in ogni caso per tenere lontano dalle messi la ruggine del grano (una specie di fungo). Secondo Plinio il rito è istituito dal re Numa, l'undicesimo anno del suo regno, e si fa in questo giorno perché è in questo periodo che la ruggine attacca la pianta. La cerimonia si svolge al quinto miglio della via Claudia e viene officiata dal flamine Quirinale che sacrifica un agnello e forse anche un cane oppure le viscere di uno o di entrambi gli animali. Il flamine è seguito da un corteo di persone vestite di bianco.
Il sesso della divinità, come si è visto, è incerto. Ovidio la chiama "Aspera Robigo" e "Diva Timenda"; Varrone, Servio e Festo ne fanno un dio maschile e benefico.