OPALIA
25 agosto
Varr. Lat. 6, 22; Macr. Sat. 3,9
Questa festa, dedicata all'abbondanza del raccolto, sarebbe in stretta connessione con un'altra divinità, la Bona dea, perché il sacrificio principale non si celebra al tempio di Ops, ma nel santuario a lei consacrato nella Regia, dove nessun profano può entrare e dove hanno accesso solo le Vestali e il Pontefice massimo.
Al pari della Bona dea, si crede che Ops sia un nume arcano, tutelare della città, il cui vero nome è noto solo ai sacerdoti maggiori e non può essere pronunciato se non con particolari precauzioni. Inoltre durante la cerimonia le persone non pregano in piedi bensì sedute e toccando il suolo con le mani, per dimostrare l'attaccamento ed il desiderio dei mortali verso la terra, quale loro unica benefattrice.
Ope (Ops) è la dea dell'abbondanza, paredra di Saturno e quindi spesso identificata con Rea, paredra di Crono (Saturno). Passa per essere una delle divinità sabine, introdotte da Tito Tazio.
E' nominata anche come Opiconsiva e questo epiteto la associa al dio Conso.