NONE DI LUGLIO
7 luglio
Macr. 1, 11; Plut. Rom. 25, Cam. 28
Festa in onore di Giunone Caprotina, perciò la festa è detta anche None Caprotine. Non è chiaro se questa festa vada o meno connessa con quella del 5 luglio, il Poblifugium.
La cerimonia consiste nell'offerta di un sacrificio a Giunone sotto un albero di caprifico in ricordo di un antico episodio. Per sottrarre le donne romane alle richieste dei popoli confinanti (Fidenati e altri Latini), che chiedevano mogli per i loro uomini, una schiava, di nome Tutola o Filotide, aveva travestito le sue compagne da matrone, aveva fatto ubriacare i nemici e poi aveva dato il segnale d'attacco ai romani, salendo su di un fico selvatico e agitando una fiaccola. A Tutola e alle sue compagne fu concessa la libertà, una dote e il diritto di usare le vesti che avevano usato in quella occasione
Per questo, durante la festa, alle schiave è concesso d'indossare vesti da donne libere e di celebrare assieme alle loro padrone.