FORNACALIA

10 febbraio

 

Varr. Lat. 6, 13; Dion. Hal. 2, 66; Festo (Fornacalia)

Feste agricole dedicate ai forni per la tostatura del farro. Durante la cerimonia il popolo è suddiviso nelle antiche 30 curie (suddivisione del popolo precedente alla riforma centuriata) e il farro viene tostato nel forno di ciascuna curia. Prima della festa ogni cittadino può leggere su apposite tabelle nel Foro presso quale curia dovrà compiere il sacrificio. E' possibile quindi che la festa abbia anche una funzione di censimento della popolazione. Se qualcuno non si ricorda a quale curia appartiene o non può partecipare alla festa nel giorno prescritto, potrà rimediare nel giorno delle Quirinalia, che per questo motivo si chiamano anche "festa degli smemorati" (stultorum feriae).

La tostatura del farro, che non può essere immagazzinato subito dopo il raccolto ma ha bisogno di essere asciugato e tostato, è uno dei lavori finali dell'anno agricolo.

Com'è noto il farro è uno dei cereali più antichi nella storia dell'alimentazione umana. A Roma, per esempio, dà persino il nome a un tipo di antichissima cerimonia nuziale, la confarreatio, riservata agli sposi di famiglia aristocratica. Questo cereale, poi soppiantato dal frumento, resta ancora in seguito come ingrediente fondamentale nella preparazione, per esempio, della mola salsa, una preparazione di farina di farro e sale, indispensabile per diversi sacrifici: immolare significa infatti "ricoprire di mola salsa". La mola salsa viene preparata esclusivamente nel forno delle Vestali.

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