FORDICIDIA
15 aprile
Varr. Lat. 6, 15; Ov. Fast. 4, 641
Con questa festa inizia una serie di cerimonie agricole di grande importanza, intese a invocare la natura propizia e gli dei favorevoli allo svolgersi della produzione. Vedi anche Palilia e Robigalia.
Nel giorno delle Fordicidia, sacrificio in onore di Tellus ("terra") per la fertilità del bestiame, si uccidono (caedo) alcune vacche gravide (fordae). La cerimonia ha luogo sia nel tempio di Giove sul Campidoglio sia presso le singole curie, in ognuna delle quali c'è un tempio di Vesta. Le Vestali estraggono i feti dalle vacche e ne bruciano le interiora. Le ceneri del sacrificio vengono conservate per le Palilia del 21 aprile, insieme al sangue del cavallo immolato a Marte nelle Idi di ottobre.
Secondo la leggenda fu il re Numa a istituire questa festa in un periodo disgraziato per l'agricoltura. L'oracolo di Fauno gli aveva consigliato di placare Tellus immolandole due vite in una. Il sacrificio delle vacche gravide continuò anche dopo che, nell'anno 271 a: C., a Roma fu eretto un tempio per Tellus nei pressi delle Carine, sulle case di Spurio Cassio, fatte demolire dal senato (Val. Max. 6, 3, 1).