ARGEI

15 maggio

Varr. Lat. 5, 45

Nel corso di questa oscura festa le Vestali si recano al ponte Sublicio e gettano nel Tevere una trentina di fantocci di giunco. L'interpretazione di questo rito è assai incerta. Se il nome Argei richiama personaggi e leggende greche, allora i fantocci possono simboleggiare i compagni di Ercole, che si erano fermati sul Palatino ma che, volendo tornare in patria almeno da morti, avevano chiesto che le loro salme fossero buttate nel Tevere. Secondo un'altra ipotesi antica questo rito è la simulazione di un olocausto, in sostituzione di antiche vittime umane sacrificate, forse un tempo, al padre Tevere.

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