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È stato molto doloroso partecipare all’ultimo
incontro con la nostra collega Eda Duriavig
nella chiesa del Sacro Cuore, gremita di persone
per il suo funerale. È stato molto doloroso
salutarla per l’ultima volta, senza poterla
abbracciare, scambiare con lei le attenzioni
affettuose consuete tra persone che tutti i
giorni si incontrano e incrociano
nell’andirivieni delle lezioni scolastiche.
È accaduto in questi giorni ciò che non si
vorrebbe accadesse mai: la morte prematura di
un’insegnante, una collega, ben lontana per età
dalla conclusione del servizio.
Sapevamo che nelle ultime settimane Eda era
gravemente ammalata, ma ci nascondevamo
l’ipotesi che la gravità della malattia potesse
essere irreversibile. Invece siamo stati
costretti a fare i conti con la realtà,
straziante e crudele. Non potendo farle visita,
le abbiamo inviato innumerevoli messaggini, per
farle sentire la nostra vicinanza e il nostro
calore, sempre vigili nell’attesa di ricevere
buone nuove.
Quando alla fine abbiamo capito la verità, ci
siamo preoccupati di comunicare con cautela ai
suoi alunni quanto si andava preparando, perché
non fossero colti all’improvviso da una notizia
drammatica e dura.
Il momento tanto temuto è arrivato. Eda è morta
nella notte, nelle prime ore di una domenica di
febbraio, quasi fosse una sua scelta quella di
non turbare la routine quotidiana delle lezioni.
Gli alunni, soprattutto i più grandi della III E
e della III G, prossimi ormai agli esami di
maturità, sono stati fra i primi a saperlo,
hanno fatto circolare la notizia, hanno
riannodato e rinforzato il legame fra ex
compagni di annate diverse, facendo rimbalzare
la voce di amico in fratello.
Noi docenti ci siamo sentiti sbigottiti e
smarriti.
Eda era una donna esile fisicamente, ma ferma e
autorevole nelle sue scelte: non esitava a far
valere i propri giudizi, a sostenere con
ragionevoli argomenti le proprie convinzioni. Il
suo stile, però, era improntato a pacatezza, non
si esponeva, non emergeva con toni altisonanti.
Era raro sentirla intervenire davanti alla
platea dei collegi docenti, preferiva la
comunicazione diretta negli ambiti più
circoscritti del dipartimento, o dei consigli di
classe, o della commissione autonomia.
Insegnava la matematica e la fisica con la
passione dei cultori più genuini, convinta
com’era profondamente del ruolo basilare di
queste materie nella formazione del pensiero,
nello sviluppo dell’attitudine scientifica e
della capacità di giudizio.
Arrivata al Liceo Stellini dieci anni fa,
accettò senza esitazioni la cattedra del corso E
sperimentale “Brocca”, ora “Sperimentazione
autonoma”, e da quel momento ha coltivato e
difeso la formula del potenziamento delle
materie scientifiche, in primis la matematica,
accanto a quelle linguistico-letterarie tipiche
dell’indirizzo umanistico.
Nell’intento di infondere negli allievi il
piacere di misurarsi con il linguaggio della
disciplina e con la risoluzione di problemi
complessi, ha coordinato con dedizione la loro
partecipazione alle gare nazionali di matematica
e alle sessioni del “Kangourou”, creando anche
una vera e propria squadra di istituto. Viene in
mente, inoltre, la convinzione con cui promosse,
qualche anno fa, la presenza degli alunni della
scuola a una rappresentazione teatrale
intitolata “Zio Petros e la congettura di
Goldbach”, prodotta da “Il Giardino di
Archimede” di Firenze: era un modo per favorire
la curiosità e l'interesse dei giovani discenti
verso il tema della ricerca astratta, filtrato
attraverso la narrazione di un'esperienza di
vita.
La nostra collega Eda Duriavig era così fatta:
era esigente con i suoi discepoli, ma con
atteggiamento misurato ed equilibrato li
circondava di affetto, fornendo loro con
generosità gli strumenti e gli stimoli per
apprendere il metodo più adatto all' “imparare a
imparare”.
Ora che l’abbiamo perduta, sentiamo crescere in
noi il rimpianto per la sua presenza discreta,
ma comunicativa e collaborativa; non possiamo
sottrarci all’impegno di rispettare l’eredità
intellettuale, didattica, umana che ci ha
lasciato.
Ci stringiamo ai nostri alunni, che con la loro
partecipazione numerosa e sincera hanno
dimostrato di amarla e di nutrire verso di lei
un sentimento di gratitudine che non si
cancella.
Ciao, Eda, con amicizia
Francesca Noacco
Coordinatrice del Consiglio di classe della
III E,
e tutti i colleghi del Liceo-Ginnasio “Jacopo
Stellini”
Udine, 13/02/2010
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